Con la decisione annunciata ieri, la Commissione Europea apre a una nuova flessibilità di bilancio per aiutare gli Stati membri a fronteggiare la crisi energetica e accelerare la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati.
La Commissione concederà fino allo 0,3% del PIL annuo per tre anni, entro un tetto cumulativo dello 0,6% nel triennio: per l’Italia, un margine stimato tra 13 e 14 miliardi di euro.
Le misure potranno riguardare interventi per rafforzare la resilienza energetica, accelerare i percorsi di decarbonizzazione, anche in risposta agli effetti economici della chiusura dello Stretto di Hormuz.
Anche in questa fase, il Polo Tecnologico Alto Adriatico rinnova il proprio impegno accanto alle aziende del territorio, insieme ai propri partner tecnici, mettendo a disposizione competenze per leggere le nuove opportunità e tradurle in percorsi operativi.
Come già avvenuto negli ultimi anni – dal supporto durante la crisi energetica del 2022 all’implementazione di impianti fotovoltaici, fino all’accompagnamento sui percorsi legati a Transizione 5.0 e carbon management – l’obiettivo resta sviluppare progetti capaci di rafforzare la competitività del sistema produttivo locale e generare valore positivo.
In questa prospettiva, il Polo Tecnologico Alto Adriatico continuerà ad accompagnare le imprese nel tradurre la decarbonizzazione in scelte, investimenti e progetti misurabili.
Il Polo Tecnologico seguirà l’evoluzione della misura e le possibili ricadute per le aziende del territorio.
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