Il dibattito sul futuro della transizione digitale e sul ruolo che l’Intelligenza Artificiale giocherà nel tessuto economico del Paese si arricchisce di nuovi e fondamentali tasselli. Al centro della riflessione non c’è solo l’adozione tecnologica fine a se stessa, ma la necessità di governare questo cambiamento valorizzando le competenze interne, la sicurezza dei dati e l’autonomia strategica dei territori.
A commentare l’intervento del Presidente Fedriga, presente a Trieste in chiusura di “AImpact”, l’evento dedicato all’intelligenza artificiale, al Digital Marketing e all’innovazione organizzato da Delex Digital in collaborazione con il Polo Tecnologico Alto Adriatico e con il patrocinio di Ditedi, il cluster regionale delle tecnologie digitali, è l’ing. Marco Giacomini, SBU Manager Artificial Intelligence presso il Polo Tecnologico Alto Adriatico:
Le parole del Presidente Fedriga colgono un punto centrale: l’intelligenza artificiale non è più soltanto una tecnologia, ma un fattore strategico che incide sulla competitività delle imprese, sull’organizzazione del lavoro, sulla formazione delle competenze e sulla capacità dei territori di governare il proprio sviluppo.
Come Polo Tecnologico Alto Adriatico riteniamo fondamentale accompagnare le aziende in un percorso di adozione dell’AI che sia concreto, sostenibile e responsabile. La sfida non è semplicemente “usare l’intelligenza artificiale”, ma capire come integrarla nei processi aziendali generando valore reale, senza perdere il controllo sui dati, sulle competenze e sulle decisioni.
In questa direzione, uno dei temi che consideriamo prioritari è quello della sovranità tecnologica. Per molte imprese, soprattutto quando si trattano dati industriali, documenti riservati, know-how produttivo o informazioni sensibili, può essere strategico valutare anche soluzioni basate su modelli open source, eseguiti su infrastrutture locali o comunque controllate, in grado di garantire maggiore tutela della privacy e del know-how, tracciabilità e indipendenza operativa.
Questo non significa contrapporre modelli aperti e soluzioni proprietarie, ma costruire un approccio equilibrato, coerente con le esigenze dell’impresa, con il quadro regolatorio europeo e con la necessità di evitare una dipendenza eccessiva da pochi grandi operatori globali.
L’AI rappresenta una straordinaria opportunità per il Friuli Venezia Giulia e per il sistema produttivo del Nord-Est, a condizione che venga affrontata con competenze tecniche, visione strategica e capacità di sperimentazione. Il ruolo di un ecosistema territoriale come il nostro è proprio questo: aiutare imprese, professionisti e istituzioni a trasformare l’innovazione in valore, mantenendo al centro persone, dati e autonomia decisionale.
Mantenere al centro le persone e l’autonomia decisionale richiede tuttavia un elemento imprescindibile: la certezza delle competenze. Per rispondere a questa esigenza in modo concreto e strutturato, l’ecosistema territoriale del Polo Tecnologico Alto Adriatico ha attivato una filiera integrata che unisce alta formazione e certificazione ufficiale secondo i più recenti standard nazionali ed europei.
A spiegare l’operatività di questo modello è Andrea Fornasier, responsabile del centro esame Intertek per il Polo Tecnologico Alto Adriatico:
La visione strategica sull’Intelligenza Artificiale si traduce in valore reale per le imprese solo se supportata da figure professionali qualificate e formalmente riconosciute. In questo contesto, la recente norma UNI 11621-8 rappresenta una pietra miliare, definendo con precisione i profili professionali per l’Intelligenza Artificiale.
Per dare una risposta immediata e rigorosa a questa esigenza, abbiamo stretto una forte sinergia con il nostro partner LEF (Lean Experience Factory): loro curano l’eccellenza della formazione attraverso percorsi specifici come il corso per ‘AI Consultant’, mentre noi, in qualità di centro d’esame Intertek per il Polo Tecnologico Alto Adriatico, gestiamo la fase cruciale della valutazione e dell’accreditamento.
Formare e certificare i profili AI secondo i dettami della UNI 11621-8 significa offrire al mercato la garanzia oggettiva di competenze verificate, blindando la competitività del nostro tessuto produttivo di fronte alla rivoluzione digitale.
Di seguito l’articolo e Il Friuli con l’intervento del Presidente Fedriga: