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La trasparenza retributiva parte dal primo annuncio

15 Ottobre 2026

Nonostante l’entrata in vigore della nuova disciplina sulla trasparenza retributiva, molti annunci di lavoro restano poco chiari o non coerenti con il nuovo quadro normativo.


Direttiva (UE) 2023/970 recepita in Italia con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 96, rafforza la trasparenza retributiva per pari lavoro tra uomini e donne ed i diversi meccanismi di applicazione.

Il cambiamento riguarda l’intero modo di definire, comunicare e gestire una posizione professionale, non solo l’annuncio.


Cosa cambia in concreto



  • il candidato deve poter conoscere la retribuzione iniziale o la relativa fascia;

  • il datore di lavoro non può chiedere informazioni sulle retribuzioni attuali o precedenti come elemento di selezione;

  • annunci, candidature e colloqui vanno rivisti in modo coerente.


Cosa dovrebbe contenere un annuncio trasparente



  • ruolo e responsabilità;

  • competenze e requisiti;

  • inquadramento e tipologia contrattuale;

  • sede e modalità di lavoro;

  • retribuzione o fascia retributiva, nei casi previsti;

  • componenti variabili e benefit;

  • linguaggio coerente e non discriminatorio.


Un’opportunità, non solo un adempimento

Un annuncio è il primo contatto tra azienda e candidato e racconta la cultura organizzativa. Definire con chiarezza ruoli, livelli e criteri retributivi rende la selezione più efficace, centrata su competenze ed esperienza e non sulla storia retributiva della persona.


In conclusione

La trasparenza retributiva non si esaurisce in una cifra da inserire nell’annuncio: richiede di ripensare come si definiscono ruoli, livelli e criteri retributivi, e come si conduce l’intero percorso di selezione. Le aziende che lo fanno oggi non si limitano a rispettare la norma. Costruiscono processi più chiari, più equi e più credibili agli occhi dei candidati.


Il mercato del lavoro sta cambiando, e con lui il modo di presentare un’opportunità professionale. La domanda non è più soltanto «come troviamo il candidato giusto?», ma anche «come presentiamo correttamente questa opportunità?!


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